8 agosto 2025 – Inaugurata la seconda mostra di Xilogenesi, nella Serra di Palazzo Lazzaris a Perarolo di Cadore

E dunque: sabato scorso 8 agosto 2025 abbiamo inaugurato la seconda mostra di Xilogenesi a Perarolo, nella Serra del Giardino di Palazzo Lazzaris: che maraviglia.

Qua, nelle foto di Teresa De Toni, vedete, e magari percepite pure, qualcosa del clima e dell’atmosfera straordinari che si son generati in quella serata bellissima assai sensibile, raddolcita da Prometheus Open Food Lab con un gelato xilogenetico* servito al crepuscolo tra le eclettiche strutture ottocentesche del Giuardino.

Son venute quasi ottanta persone: il paese era aperto tutto, una confluenza di storie in moto (non storie inchiodate al passato), legate al legno, e alla socialità della cultura, dei territori, dell’arte, del pensiero e della pratica connettiva, e così via.

Xilogenesi oramai sapete cos’è: un programma intelligente, costruttivo e creativo, che sviluppa reti mentre valorizza la preziosa Xiloteca di Eugenio Trevisan, rigenerandola attraverso il Contemporaneo, che non è un compendio marginale, ma un’integrazione critica, e plastica, funzionale, e un’intenzione intellettuale.

Il paese di Perarolo invece forse non lo conoscete ancora: va conosciuto, siete invitati.
Molte le storie, le radici di terra e d’acqua, di legno, di ferro, di commerci e d’industria, qui eccezionali: i Cidoli e le taje da cui le gran ricchezze cadorine e serenissime; la Regina Margherita di Savoia; la Val Montina e Dubiea; la Chiesa di legno (la Parrocchiale di San Nicolò), detta al Tabià de Legn, al Tabiaron o Tabianon, e le architetture regie; i due fiumi e la frana; una concentrazione di stratificazioni culturali e storiche impressionante e fertilissime, superlimo, che conosciamo a tempo, e che continuiamo ad esplorare: a fondo, per riaffiorarle, espandendole.

Sabato quindi abbiamo aperto la mostra alla Serra, e ieri e oggi è venuta molta gente e altra ne viene, qui è splendido, un brulichio, si parla molto, si incrociano le genti.
I volontari ci coadiuvano: il paese è nella mostra che è nel paese: Grazie ad Alida Serafin e ad Emanuele Maierotti che li han coinvolti insieme e noi, son le colonne, li vedrete ritratti a fil di colonna (Castellavazzo).
Che poi tutte ste genti passanti vanno anche a Casso, dove è aperta la mostra Detriti Frammenti Schegge Brecce, e a Corte di Cadore, dove ferve e freme il nerbo della residenza di Progettoborca, una catena dell’alimentazione culturale, e questa triangolazione tra queste stazioni/campi base nutre ogni cosa e muove il territorio, questo moto di presenza fa le mostre e le persone e gli artisti incrociano in ogni dove, scoprono imparano introiettano e collaborano e restituiscono: in presa reale, e nei processi che si innescano e avviano.

Sabato un’altra triangolazione tematica, natural-culturale, indispensabile, si è concretizzata a Perarolo, Ponteporto, Catubrium: compresenza e intersecazioni; Tre Radici del Legno; il Museo del Cidolo e del Legname (1) ha prolungato la sua apertura, e gli artisti DC hanno potuto visitarlo amichevolmente: grazie Annamaria e tutti i ragazzi di Trame di Storia.

Alle 19.00 Giancarlo ha aperto il Tabiaron, e tutti han potuto visitare la Parrocchiale di Legno (2), introdotti da Elena Maierotti. L’ultima volta che eravamo entrati qui, pochi mesi fa, è stato per salutare Elda Capocasata Burrei, ieri a Dubiea prima Messa di San’Osvaldo senza di lei, sempre con noi. (3): Xilogenesi.

Nell’accogliere la schiera dei convenuti all’inaugurazione, insieme a Gianluca D’Incà levis ha parlato Tommaso Anfodillo, direttore del Centro Studi per l’Ambiente Alpino di San Vito di Cadore, primissimo promotore di Xilogenesi insieme a DC, al Tesaf, all’Università degli Studi di Padova, ai Comuni di Borca e San Vito di Cadore. Ha parlato Gabriele Kratter, giovane rappresentante dell’amministrazione comunale, che ci ha accolti gentilmente e ha una visione, e questo ci muove a sorriso, e vedremo come sviluppare questa relazione bella. Ringraziamo anche l’Assessore Nadia Boni, che ci agevolato nelle scorse settimane, e Christian, che ha fatto lo stesso. Ha parlato Annamaria Canepa, che ci ha introdotto ai luoghi di Margherita e al Museo del Cidolo, che campeggia qui di fronte alla Serra di Palazzo Lazzaris, in questo vividissimo paesaggio storico sussurrato dalle acque, dove i boschi e le crode corniciano alti gli stucchi palazzi.

Finiti i gelati e i vini prometeici, altri saluti al Covo dei Zater, poi tutti partiti per le destinazioni, negli elettrici filamenti notturni e freschi, Xilogenesi va.
Poi andiamo in Carsiè a vedere la vecchia roggia riemersa.

*Gelato di latte e yogurt di capra, infuso con resine di abete rosso e larice variegatura di cenere di abete rosso, confettura di corniole sotto spirito, di Mauro Olivotto.
Gelato realizzato dall’azienda agricola Sanwido di San Vito di Cadore su ricetta realizzata in collaborazione con Ludovica Menardi.

Foto: Teresa De Toni


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